Raghu è fuggito dopo che il suo umano, Michele, è partito per lavoro.
Probabilmente, per punizione, ha deciso di evadere da casa e regalargli due settimane di pura angoscia per essere stato lasciato solo.
La dog sitter lo aveva riportato a casa e come d’abitudine gli aveva lasciato aperta la porta che dà su un piccolo cortile, circondato da mura e recinzioni alte.
Ma Raghu aveva già pianificato una vera e propria fuga da manuale: si è arrampicato sulla recinzione, ha raggiunto il terrazzo di casa e da lì è riuscito a evadere nel vero senso della parola.
Vengo contattato tre giorni dopo la fuga, quando di lui non c’era ancora nessuna traccia. Do a Michele tutte le indicazioni necessarie per iniziare a valutare l’area, senza che io dovessi effettuare subito un sopralluogo.
Gli faccio predisporre tutto nelle zone individuate telefonicamente e mentre Michele inizia a fare il “lavoro sporco”, ecco che durante la notte riesce finalmente a intravederlo. Raghu, però, lo vede e fugge di nuovo.
Michele sistema tutto, passa la notte e…beccato!
Valutiamo inizialmente un possibile rientro spontaneo a casa, visto che si trovava davvero a pochi metri. Ma niente, era evidentemente troppo offeso per tornare da solo.
Iniziamo quindi a organizzarci per la cattura.
Raghu, però, sembrava aver capito tutto e da lì si è spostato. Purtroppo per lui, però, la fame vince anche sull’astuzia e dopo qualche giorno ritorna.
Decidiamo di aspettare qualche giorno in più, in modo da aumentare la fidelizzazione.
È quasi fatta. Sistemiamo tutto e aspettiamo, ma la cattura va a vuoto, alcuni vicini, incuriositi, decidono di rimanere in giardino proprio durante il momento decisivo.
Alziamo il drone per verificare se Raghu sia rimasto nei paraggi ed infatti lo troviamo bello tranquillo a circa cento metri dal punto di cattura.
Purtroppo per il nostro grande evasore,
il 2 agosto 2026 arriva la fine della latitanza Raghu viene finalmente “incarcerato”.
Dopo giorni di ricerche e notti insonni, sei tornato al sicuro, bambolino.
